Essere nazional-popolare, biegamente pettegola e di infimo livello è qualcosa che mi concedo quando ho un pò di tempo; tanto più che posso prendere i tre piccioni con una sola fava, o meglio: una pillola tv di un'ora.
Uomini e Donne è il mio peccato segreto, o almeno lo era fino a qualche riga fa; lo vedo sdraiata sul divano (quando posso), col pancino pieno (quando posso), con le sigarette e un pezzetto di fondente (questo anche quando non posso). Mi fa stare bene, mi diverte e dirò di più: mi avvince!
Ora però non volevo dilettarvi con le pieghe oscure del mio animo ma piuttosto raccontarvi che oggi nel bel mezzo della puntata, per una finta prova della macchina della verità, ho visto arrivare in studio un vecchio amico. Un attore....disoccupato... e quindi, senz'ombra di dubbio, un attore. E allora stavo lì e lo guardavo e mi chiedevo come saranno Pasquale e Susan e Karina visti da vicino? Lui li starà guardando? O più probabilmente è immerso in una performance, tutto concentrato nello Stanislavskij Method?
E pensavo a quante cose facciamo noi per guadagnar due lire, ma più probabilmente, in un caso come questo, per conoscere persone da chiamare un giorno per trovavre magari una parte in una fiction...
Un paio di anni fa feci un provino per andare alla trasmissione che conduceva la D'Eusanio. Una cosa che nemmeno la parte più biega di me riusciva a guardare... Mi chiamarono per l'intera stagione per andare a registrare delle puntate ma non ce l'ho fatta, non potevo proprio pensare di incontrare qualcuno per strada che mi avrebbe chiesto "Tu sei quella violentata dal marito, presa a randellate dall'amante e maritata al prete con cui ti confidavi?" No, sarebbe stato troppo, non potevo. Anche perchè, diciamocelo, parlar male di certe cose è possibile solo se poi non si fanno... o no?