venerdì, ottobre 26, 2007 | in : città
Tornare siamo tornati. Da quattro giorni. E' che stavolta proprio non ne avevo voglia. E' che Parigi è sempre quella meravigliosa città. E che i parigini, non so bene cosa gli abbiano fatto, ma hanno smesso di essere stronzi con il turista, anzi ti dirò... sono stati pure amichevoli e simpatici. E dire che eravamo in piena greve, perchè da loro gli scioperi sò cose serie mica una camminata in centro e via, e la città era in ginocchio privata delle sue arterie fondamentali (le linee del metrò) e che c'era la finale della Coppa Mondiale di rugby con conseguente invasione di tifosi inglesi molto molesti (non tutti) e molto ubriachi (tutti). Parigi è la mia città, mi hanno detto, e forse è vero perchè non voglio mai tornare, perchè mi sembra che quei luoghi e la routine e la temperatura e tutto quel ben di Dio di offerta culturale sia lì perchè io ne usufruisca. Omone si è innamorato anche lui della Ville Lumiere, abbiamo passeggiato quasi per ogni arrondissements, abbiamo fatto spese e mangiato in veri bistrot. Una cena soprattutte: a Le Grand Colbert. Tutto genuinamente parisienne e tutto segnato dal fatto che noi quel posto lo avevamo sentito nel film "Tutto può succedere" e, sempre nel film, si consumava lì il finale con una bellissima scena con Jack Nicholson, Diana Keaton e Keanu Reeves. E noi eravamo seduti proprio lì ed eravamo davvero felici e davvero ubriachi. E tornando la prima cosa che ho pensato è che mi piacerebbe avere una casetta lì e allora ho cominciato a cercarla... ho smesso quasi subito. Prezzi proibitivi. Altro che bolla immobiliare. Lì è un maxi pallone. Però possiamo continuare a sognarlo, come anche a programmare la prossima gita. Che questo è gratis, no?
val.angel @ 18:15 | commenti (14)(popup) | commenti (14)
venerdì, ottobre 19, 2007 | in : sesso
Tra cinque ore ho il volo per Parigi
Da due ore ho il ciclo

...Ne vogliamo parlare?????
...No, meglio di no!!!
val.angel @ 08:42 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
martedì, ottobre 16, 2007 | in : femmine
Ho voglia di staccare. Ho voglia di riposare il cervello. Di mangiare, dormire e fare sesso selvaggio. Di quello che dura un bel pò... Ho voglia di comprare qualche vestito nuovo. Di bere un buon vino. Di cucinare una cena deliziosa per il mio Omone. Ho voglia di casa. Di questa casa che è Nostra. E mi sento affettuosa e ben disposta come non mi capitava da un bel pò. Senza muri e ostacoli da frapporre tra me ed il prossimo. Senza aggressivi bisogni di affermar se stessi. La stanchezza ha questo di buono, mi fa contattare la parte morbida di me. Quella vestita di rosa, quella coccola (tanto per omaggiare, almeno di tanto in tanto, il titolo di questo blog), quella femmina. E allora ecco qua che mi aspetta un pomeriggio di shopping con M. e poi un lungo romantico week-end con Omone, a festeggiar due anni che sembrano allo stesso tempo due giorni e due eternità. Perchè il presente si tende come un'infinita coperta a far tacere tutte le domande su quel che sarà e tutti i pensieri su quel che è stato... e come si dice: Così sia!
val.angel @ 18:42 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
giovedì, ottobre 11, 2007 | in : teatro

Stanotte ho dormito sola... e non ci sono più abituata, stamattina mi sono svegliata pista, con gli occhi da panda. Un'emicrania bastarda mi squassava e avevo la mia lezione di yoga. Fa molto alternativa, new-age, artistoide praticare yoga la mattina. Ancor di più se lo fai a Trastevere, un quartiere che di giorno offre il suo lato sincero fatto di abitanti della vera tradizione romana (artigiani e osti pancioni), di puttane in pensione (con capelli rossi alla maniera di Milva e labbra pittate) e artisti più o meno squattrinati, più o meno famosi e più o meno disoccupati. Un bel giro, insomma. Ma mentre uscivo di casa per andare a yoga mi ha ammiccato dalla cassetta della posta una lettera che aspettavo da un mese e mezzo. Quest'estate sono andata in Umbria a fare un seminario con G. N. Bogdanov, una delle cose più massacranti che si possano immaginare (possono comprendere l'intensità e la durezza di quel training solo i maschietti che hanno fatto il servizio militare) e la lettera che aspettavo era l'analisi del corso con conseguente ammissione (o meno) al secondo livello. Beh, ho sbranato la carta di quella busta, ho letto una parola sì e dieci no fino ad arrivare a: AMMESSA. Gaudio, gioia e letizia. La mia lezione di yoga a quel punto è stata animata da tutt'altra energia. Finamente una buona notizia... anche se, vista l'anda del periodo, credo che ora me ne arriveranno una trentina di nefaste!! Domani ho un provino, non mi sono preparata quasi per niente, giusto ora ho fatto un'oretta di prove e l'esito è stato agghiacciante. Avrei la tentazione di millantare una febbre repentina e fare sega...ma, dato che sarebbe scorretto, in caso utilizzerò l'alibi influenzale per giustificare il basso profilo della mia prova! E' che preparare i pezzi per i provini mi annoia mortalmente e mi inibisce; in definitiva devi segliere qualcosa che in tre minuti dia un'idea superlativa di te esaltando le doti e nascondendo i difetti... pare facile! Oggi ho fatti un calcolo rapido e, in sette anni che faccio questo mestiere, ho fatto una trentina di provini. Sono pochi, pochissimi. Credo che da quest'anno inizierò a fare tutte le audizioni che trovo, anche quelle per cose ripugnanti. Giusto per tenermi allenata. Se qualcuno ora si sta chiedendo il senso di questo post non c'è... a parte il fatto che mi è servito per smettere di provare... vabbè vado a far finta di lavorare...

val.angel @ 21:19 | commenti (14)(popup) | commenti (14)
TV
martedì, ottobre 09, 2007 | in : spetteguless
Ragazzi io ADORO "Operazione Tata"... Lo ADOROOOOOOOO
val.angel @ 19:28 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
lunedì, ottobre 08, 2007 | in : teatro
Tira vento stamattina a Roma, il cielo è di un turchese insostenibile, di quelle tinte che devono per forza promuovere l'azione... ma io nicchio. Ci sono cose da fare là fuori e una vita lavorativa da inventare...Hanno, da pochi giorni, fatto in coriandoli un progetto per cui lavoravo da due mesi... non è simpatico. Le batoste, come dice il moderno poeta Tiziano Ferro, se non uccidono fortificano. Io sono ancora in rianimazione. I medici non si pronunciano. Perchè, lo dico onestamente, ora ho la tentazione di gettare la spugna. Quando vedi che alcuni, partiti con te, sono già anni luce avanti, t'interroghi sul senso del tuo fare e se la risposta fatica ad arrivare allora sono dolori. Eccomi, il mio nome oggi potrebbe essere quello di un personaggio di Lorca de  "La casa di Bernarda Alba": Angustia. Il mio Omone mi chiama Trottola, facilmente deducibile il perchè, ma se il mio trottolare è invano, è a vuoto, è solo fatica... Un altro moderno filosofo a cui attingo ispirazione e consiglio, Brezsny, mi dice che devo comprendere che il mio dolore per una parte persa è come quello di chi ha male ad una gamba amputata... Dice di comprendere che è irreale e guardare avanti. Ci provo. Guardo avanti. Cazz.... vedo solo vuoto da riempire... forse il dolore irreale è meglio, almeno ha un senso, o posso darglielo io... Capirete bene che sono confusa. Spero di riuscire a trarre qualche utile suggerimento dalla strada... spero bene...
val.angel @ 10:33 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
sabato, ottobre 06, 2007 | in : femmine
Che poi succede così, la vita se ne corre e tu dimentichi le ricorrenze; il compleanno di questo blog è passato in sordina, equilibrato alla mia penna silente. Non avevo voglia di scrivere, di tornare qui...
E la rana col paracadute volò via perchè perse la pazienza.
La sedia da psicanalisi oggi è più aderente. Perchè sto facendo un bel repulisti nella mia vita e il pensiero, con una certa sofisticata comodità, è immagine più consona.
Sono rimaste alcune cose sempre forti a centrarmi, altre sono volate via con la rana... ma non le rimpiango, anzi, quasi torno a respirare, con nuove possibilità e la voglia gattesca di fare e fare...
val.angel @ 13:46 | commenti (9)(popup) | commenti (9)