giovedì, novembre 29, 2007 | in : inside
Ci siamo quasi, è tempo di addobbi, di luci, stelle, Babbi e quant'altro. E' tempo di canti e di preghiere. E' un tempo dubbio, con in sè speranze ed ombre a combattersi, un tempo sospeso fatto di una lunga colonna di "Adesso", perchè più in là non ho voglia di guardare. E' tempo di solitari pensieri e di rimpatriate d'amici, di quel gruppo ristretto di moschettieri da qualche mese un pò disperso che però esige di ritrovarsi. E' tempo di sveglie che non suonano, di appuntamenti che saltanto, di programmi che si disfano. E' tempo di me. Di quel che sono, non più incrollabile iceber, ma foglia verde e tenera. E' tempo di tendere le mani e guardarle bianche e sottili, ma sperare che nascondano una forza segreta per sostenere il destino...
val.angel @ 10:33 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
lunedì, novembre 26, 2007 | in : inside
Come quando si lotta in mare aperto per non affogare: momenti in cui vai sotto e bevi e sei terrorizzato e momenti in cui torni in superficie, respiri a pieni polmoni e ricominci a nuotare...
Così io, nel pelago e tra le onde...
val.angel @ 18:24 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
lunedì, novembre 19, 2007 | in : inside
C'è un senso di ingenua stupidità nel guardare sorridente la vita, che la vita poi decide di farti una brutta smorfia e  'fanculo alla buona volontà. Così si sgretolano buoni umori e sorrisi e si ricomincia a tremare, al buio soprattutto, o da soli, quando non c'è appiglio e ti sembra che questo scivolare sia senza fine e terrificante. Nuovi dubbi e ombre a coprire quel tenero calore che coccolavo come una chioccia col suo uovo. E lui mi dice che non sarò più sola e che mi potrò appoggiare sempre, ma la verità è che mica lo so se sono in grado, io che in 33 anni di vita non mi sono poggiata quasi mai (che non è forza questa, ma solo incapacità). Va bene, proverò a poggiarmi, a credere che "noi"  sia una risposta migliore, a sperare e a partorire futuro dalle mani e, forse, dal grembo un giorno. E stringimi forte, che mi sembra di soffocare per quel nodo grosso che mi serra la gola e gli occhi, che si fanno gonfi di lacrime ma nemmeno una ne esce. La paura è carogna. Più di qualunque cosa al mondo. Sega le gambe e la capacità di pensare. La paura è una bestia sporca e troppo spesso trova la porta di casa mia...

P.S. a volte si fanno scoperte che d'improvviso aiutano...
val.angel @ 17:05 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
mercoledì, novembre 14, 2007 | in : amore
Mi sveglio stamani con un grigio compatto sopra la testa e odore di pioggia. E mi viene voglia di rintanarmi, ma più di così è difficile. E' un lungo inanellarsi di giorni densi. Riflessioni e sensazioni. Come se fosse il momento delle grandi pulizie, quelle dell'anima. Non sono triste, nè felice. Sono emotiva. Sì, può darsi che ci sia un pò di sindrome premestruale, ma tre settimane sarebbero troppe e perciò c'è qualcosa di più. Emotiva, potrebbe far spavento, potrebbe saper di femmina umorale e nevrastenica. Ma non è così. E' più voglia di abbandonarsi, "di imparare a mostrarsi fragili con chi ti ama" (come ha detto quel grand'uomo che ho accanto), di addormentarsi abbracciata a lui sentendo il battito del suo cuore, forte e preciso, e provare il bisogno irrazionale di sapere che quel battito durerà per sempre, che durerà più del mio. E' ascoltare vecchie canzoni, alla maniera di Broadway, e dirsi che sarebbe proprio bello fare l'albero di Natale e mettere tutte quelle lucine colorate per animare il grigio del cielo diurno ed il buio prematuro dei pomeriggi invernali. E poi ci sono quelle brutture del mondo, che qui non entrano mai, ma che ogni giorno leggo e ascolto e che mi sconfortano da un lato, ma d'altro canto mi fanno venir voglia di mettere su famiglia e dare un contributo d'amore al mondo. Quando vedo una donna col pancione provo un pò d'invidia. Da qualche tempo è così. Guardo G. e lui guarda me, dritti negli occhi, senza paure e non detto, con un friccicore che è una speranza. E mi dico che tanto amore è miracoloso e che ha portata da rivoluzione. E so che c'è un centro attorno al quale ruoto oggi, precisa orbita a rendere sensato il mio esistere. Contributo e nutrimento al piccolo universo che vivo. Con la certezza che un mondo migliore è possibile, anzi è già reale in ogni momento di sincerità che gli esseri umani decidono di donarsi.
val.angel @ 11:24 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
sabato, novembre 10, 2007 | in : teatro
Lo so che l'ultimo post dava magnifiche sensazioni di rinascita e ottimismo... ma quando dismetto i panni di Socrate e torno ad agire e ragionare come una qualunque... beh, allora non si può nascondere che ci sia qualcosa di tremendamente frustrante nel non avere lavoro... come, tipo, il cervello che non si spegne mai perchè cerca situazioni e soluzioni, come se stessi giocando a scopone scientifico, a contar carte e punti, per salvarmi il culo dalla disperazione (ho usato due parole forti nella stessa frase solo per stupire un pò...il mio culo per il momento non è affatto disperato, anzi è rotondamente fiero di sè!). Pare che un provino fatto sia andato bene, pare che accanto al mio nome siano stati apposti due sostantivi: madre, atleta. Ci stiamo interrogando un pò tutti, amici e parenti, sul senso di ciò, misteriosamente avvinti a questo nuovo quesito che riporta ai gloriosi tempi della Stele di Rosetta. E' solo che, penso, sarei molto più carina se mi arrivasse una bella notizia, no???? e su, e dai... oh! Se volete potete anche mandarne voi di false, tanto per farmi provare l'ebbrezza della buona novella!!!
val.angel @ 11:50 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
lunedì, novembre 05, 2007 | in : teatro
Passare la domenica a ritingere il bagno significa usare la pittura. Nella fattispecie il bianco. Usare il bianco è come creare una pagina nuova da scrivere, usare la vernice e sentirne l'odore è come annusare il nuovo, la costruzione, le possibilità. Andare a dormire sapendo che il mattino dopo quel bianco splenderà di sole da speranza. E poi la mattina leggere i testi di una persona conosciuta da poco che però è proprio speciale e generosamente ottimista. E anche questo fa sperare. Spero, perciò. Con le farfalle nella pancia perchè avrei voglia di spiccare il volo. Di fare quel salto. Di non stare più sulla sponda di chi guarda. L'occasione per ora non si vede. Ma comincio a sentirne l'odore. Forse proprio quell'odore di pittura fresca. Perchè se volere è il primo passo del fare, beh... ho iniziato di nuovo a camminare...
val.angel @ 11:50 | commenti (7)(popup) | commenti (7)