lunedì, marzo 31, 2008 | in :
amore
Fuga lampo di Omone e futura consorte in locanda umbra, persa tra boschi nel bel mezzo di nulla. S'è mangiato malissimo ma poi anche benissimo, bevuto un Cabernet australiano del '97, camminato su e giù per la bellissima Gubbio, comprato ogni bazzecola reperita (ciondolo tibetano portapreghiera, pietre portafortuna del proprio segno zodiacale, winnie pooh per cellulare travestito da coniglio, elfo "Nocciolino" in negozio di fate e manuale di yoga all'autogrill.... direi che non continuo, vero?) e poi un pò di atletico (ma non troppo, ancora) up-and-down dell'amore.... Sì sì sì, mi sento proprio meglio!!!!
giovedì, marzo 27, 2008 | in :
spetteguless
Pubblicità:
"Oggi faccio il provino come Vj, mi fanno parlare, recitare, improvvisare e poi, alla fine, il regista mi chiede
-Sai fare la ruota?-
...proprio oggi che mi è venuto il ciclo! Ma io l'ho fatta, perchè uso Lines Seta Ultra!"
Notoriamente i Vj Francesco, Paola e tanti altri si saranno esibiti in doppie carambole, esercizi sulla fune ed equilibri col bastone per strappare il contratto ad Mtv, no????
mercoledì, marzo 26, 2008 | in :
routine
No, tanto per dire... io mi sarei vagamente rotta le palle di questo tempo...
(Non faccio che immaginarmi con l'abito bianco a morirmi di freddo!!!!!!!)
venerdì, marzo 21, 2008 | in :
teatro,
inside
A volte ho il dubbio di saper richiamare dall'oltretomba gli spiriti... A volte, quando penso intensamente a qualcuno e lo richiamo in me, poi ritorna davvero. E così C., il protagonista di quel lutto di cui ho scritto pochi giorni fa. Ricompare, leggero così come se ne andò e mi lascia senza fiato, letteralmente, per la sorpresa e l'incapacità di dire... anche se, da brava femme sensible, dovrei saperlo che con facilità mi agito... E ritorno a pensare a quella famiglia che non c'è più, che sogno di ricostruire un giorno. E mi pare che a volte il destino, o chi per lui, si adoperi a chiudere quei cerchi che noi umani per incapacità lasciamo sospesi...
giovedì, marzo 20, 2008 | in :
wedding
Vabbè... ormai... lo dico...va...
pare che il 15 giugno diventerò la Signora Omone...
martedì, marzo 18, 2008 | in :
teatro
Eccoci, tornata su schermi familiari. Abbandonati i lidi non troppo piacevoli degli ultimi giorni, ma con soddisfazione generale (dell'intera famiglia) per gli esiti di questo esilio forzato. Stavo per scrivere ieri, facendo un nuovo annuncio alla primavera, e meno male che non ne ho avuto il tempo perchè il grigio appiccicoso di oggi mi avrebbe nuovamente smentita.
Comunque, ora che sono state accantonate vecchie e pesanti incombenze e che la situazione della mia cervicale non ha più bisogno di un'ansa quotidiana, sarebbe necessario progettare qualcosa, realizzare qualcosa. E torno, girando come un avvoltoio sulla carcassa nel deserto, a chiedermi che fare del mio mestiere teatrale che da otto mesi giace come strumento abbandonato nell'armadio. Ho fatto un paio di provini la scorsa settimana, anzi a dire il vero ad uno mi sono solo presentata e poi me ne sono andata quando ho capito che non rientravo nel profilo giusto, ed ora cerco ancora.
Però continuano a frullarmi in testa diversi pensieri.
Punto primo: il lutto. No, niente paura, è solo il bisogno di concludere dei percorsi e, psicanaliticamente, solo col lutto si può fare.
Circa un anno fa, il regista C. chiudeva in maniera impropria e violenta il nostro lavoro. Un gruppo che aveva camminato insieme su un terreno accidentato per un anno e mezzo, che aveva prodotto un paio di spettacoli e stava elaborando la via del laboratorio permanente in cui formare altri attori; un gruppo che aveva fatto famiglia e che aveva pure uno spazio per lavorare, un gruppo di giovani che, benchè diversi, restavano vicini gestendo, a volte meglio e a volte peggio, le frizioni naturali. Era bello, anzi bellissimo. Era meraviglioso. Ero felice, anche se avrei voluto fare di più, accelerare. Era un progetto. Era casa.
Quando C. ci abbandonò tutti, senza alcun preavviso, senza moderazione e con un atteggiamento distaccato (e vagamente psicotico) di chi quasi non ti conosce, andai sotto shock. E, come quando si mette il ghiaccio su una botta per non sentire dolore, così feci io sul cuore. Cominciai a fare la vita degli scritturati: girando per teatri, audizioni, registucoli... in cerca di lavoro. Purtroppo o per fortuna la vita con i suoi accidenti mi ha portato via da quel delirio ed ora non voglio rientrarci più. Piango la mia famiglia teatrale, falciata come da una mannaia e fatta polvere in pochi minuti lasciandomi orfana. E' da qui che deve ripartire il mio cammino per capire cosa voglio e cosa posso dare al teatro. E' da C. e dal suo abbandono, è dalla diaspora di noi figli persi per mai più ritrovarsi, dalla comprensione che tanto fragile fosse il filo che a me pareva d'acciaio.
Secondo pensiero: il contenuto. Credo che ogni essere umano abbia qualcosa da dire, credo che un artista abbia il dovere di farlo. Credo che spesso gli attori confondano il proprio sè con il contenuto. Io no. Devo mettere a fuoco ciò che preme in me per prendere forma. L'attore è strumento e mezzo del contenuto, volendo ne diventa in parte la forma, ma non è e non può essere sufficiente amar se stessi per stare davanti agli occhi degli altri.
Infine: la comunicazione. Non c'è contenuto, nè forma elaborata col lavoro che non voglia essere comunicata. Bene, devo imparare a dimostrare quello che valgo, mettermi in gioco, come fanno tutti gli altri. Abbandonare reticenze, timori e tuffarmi ( e badate che lo scrive una che non sa nuotare).
E tutto questo, Signore e Signori, ha il sapore dell'alba di un nuovo giorno...
lunedì, marzo 10, 2008 | in :
inside
Ecco un passaggio fugace.
Anche se piove tantissimo e c'è un grigio deprimente le cose vanno bene, intorno giovedì dovrei poter tornare ad una quotidianità quasi normale perciò aspetto con impazienza. Grazie deli vostri passaggi, degli abbracci e dei pensieri.
Val
venerdì, marzo 07, 2008 | in :
inside
In questi mesi credo di aver imparato una grande massima: l'unica regola che riguarda l'esistenza è che essa si sregola di sovente, quindi inutile eccedere nei programmi.
Oggi inizia il secondo capitolo di una vicenda familiare dolorosa di cui non ho parlato e non parlerò qui. Il fatto è che c'era una data fissata e che è stata anticipata di dieci giorni. Perciò da oggi, per una settimana circa, forse latiterò. Io, ovviamente, avevo concentrato tutte le cose che c'erano da fare proprio in questi dieci giorni per poter essere completamente libera dopo, così ora ho l'uno e l'altro appesi al collo, e voi sapete bene in quali condizioni versi la suddetta parte. Perciò invoco il mio Dio personale, i Numi tutelari, i Lari e qualunque altra deità possa aiutarmi; chiedo in anticipo perdono per i miei peccati, sperando così di alleggerire almeno il peso della coscienza che dovrò sostenere e poi faccio pubblica richiesta di sostegno agli amichetti del cuore.
Detto ciò vi saluto.
Vi porto nel cuore.
Lasciate un messaggio se passate, sarà gradito ed interpretato come un sostegno.
Vi adoro.
Anche se non vi conosco.
giovedì, marzo 06, 2008 | in :
femmine
Curarsi con potenti antidolorifici fa risparmiare in denaro ed azioni quando hai il ciclo: prendi il toradol per la tua ernia e ti passa pure il mal di pancia!
mercoledì, marzo 05, 2008 | in :
amore
"Avrei voluto
scriverla io per te" mi ha detto.
L'ho ascoltata, ogni parola bevuta e mangiata, cacciata a fondo nell'anima a chiedermi se davvero fosse possibile che qualcun'altro avesso scritto cose che lui dice... sì, è possibile. Ed ho pianto mentre un pugno stringeva la pancia.
Ti amo Gregorio.
martedì, marzo 04, 2008 | in :
cittĂ
Perchè se dopo la doccia riesci a stare più di mezz'ora nuda a fare un'accurata toletta (che mica si fa solo ai cani!) e poi, quando guardi il pullover di lana blu a collo alto, ti dici che non ce la fai proprio a infilarti lì dentro ed opti per una t-shirt ed una felpa, e camminando per strada il vento è frizzante di profumi e non causa nemmeno un brivido, beh... dite quello che volete ma la primavera è arrivata. E sarà banale, ma il solito friccicore da polline nuovo si anima pure addosso a me, e me la canto e me la rido e non ce niente che non va... parapapapà!!!
sabato, marzo 01, 2008 | in :
amore,
sesso
Se ho un minimo di senso civico, devo necessariamente rendervi partecipi della notte di ieri. Il mio rito personale di saluto al Bisesto e alla correlata malasorte è stato molto potente. Potentissimo. Tanto da liberare la mia famiglia da una persona che da un paio d'anni s'era insediata come cozza sullo scoglio e che creava sempre più problemi al lavoro di Omone. E poi una cena a base di pesce in un ristorante dove c'è stato dato un tavolo solo dopo un breve show della sottoscritta che aveva per tema "l'adulazione"... Il vino è scivolato gioioso nelle gole, anche se era un bianco fruttato. Ho mangiato la zuppa di pesce, ricongiungendomi metaforicamente al mio passato arcaico e bucolico (era un piatto fisso del venerdì per Nonna, che nutriva la lunga tavolata familiare). Ho lasciato che Omone accendesse candele ed incensi, che mi massaggiasse con un olio profumato e, nel mentre, dentro la mia testa recitavo formule per ingraziarmi nuovamente la buona sorte, ed infine, come la migliore tradizione dei riti wicca, un lungo appassionato incontro amoroso.
...che abbia funzionato o meno, stamani mi sono svegliata proprio di buon umore...