Che poi succede che l'essere immobilizzati al letto per tre quarti della tua giornata ti fa anche pensare un sacco...e non so se è un bene.
Penso al teatro, penso a quel luogo dell'anima che ho coltivato per anni e che oggi mi appare come un amante perduto. Penso ai grandi testi che ho letto, a personaggi magnifici, a straordinari registi maestri e visionari e penso che in quell'empireo non potrò accedere. Non so perchè, forse mancanza di capacità, forse di perseveranza (disse Arbore una volta che in questo mestiere ce la fa non chi è bravo, ma chi non molla)... eppure se guardo al teatro che sognavo e lo confronto a quello che c'è la possibilità di fare, mi chiedo se abbia davvero un senso questa strada intrapresa. Incontro tristissime persone, squallide attricette e finti autori dalle battute mediocri, sono reduce da un paio di provini deprimenti. Vi è mai capitato di stare in un posto e chiedervi con insistenza "Ma io qui che c'entro?"
Il mio amore per la recitazione è come il sogno del principe azzurro, non funziona se dopo le nozze la vita si palesa mediocre anzichè sfavillante. Forse trovato il principe devo rassegnarmi a non coronare un altro grande sogno... non so... so che mi mancano le idee, i sogni, gli ideali che credevo riempissero il teatro, che animavano la mia fame di sapere, sperimentare, provare... So che non c'è nulla di appagante nel recitare in commedie di quart'ordine, nella scia di pessimi, pur di lavorare... Devo solo guardarmi in faccia e rispondere a quella domanda che ormai da qualche mese continua a formarsi nella mia testa, se non mi facesse così paura...







