Una domenica fatta di ordine nuovo (che detto così sembra un partito di destra estrema ma che invece allude solo alle stanze colorate della nostra casa), a spulciare negli armadi, nel soppalco e in Noè (così chiamiamo lo sgabuzzino), a fare il cambio di stagione e a buttare via... Liberatorio per me, quasi buddista, il perdere zavorra, anzi il lasciarla. Sentirsi più leggeri e liberi, con uno spazio più vasto attorno da poter riempire di altro che non siano resti quotidiani. Una giornata che poi sei stanco e ti butti sotto la doccia (che se la caldaia non giocasse crudelmente a caldo-freddo-caldo-freddo, sarebbe una libidine senza riserve) e lavi via anche qualche cattivo pensiero che s'annida come serpe sotto la pietra. Una giornata fatta di casalighitudine e calore, del sole e del cuore, e che la sera leggi alcuni commenti lasciati da amici bloggers e li senti così affettuosi che sorridi e pensi che vorresti non finissero mai queste settimane di preparativi perchè sei nel bel mezzo di una favola e tutti (o quasi) hanno un buon pensiero per te.
E se poi la primavera ci facesse il dono di restare e smettesse di giocare, come la mia caldaia, a caldo-freddo-caldo-freddo, allora sì che si potrebbe dire di esser felici...
E se poi la primavera ci facesse il dono di restare e smettesse di giocare, come la mia caldaia, a caldo-freddo-caldo-freddo, allora sì che si potrebbe dire di esser felici...







