Eccoci qua!
Stavolta rientrati per davvero. Dopo un mese di caffè americani bevuti a piccoli sorsi (sono bollenti!) per strada, musei, piers con bancarelle e leoni marini, dopo più di mille foto e steaks e pancakes (l'unica cosa che davvero mi mancherà della cucina americana!), dopo città, grattacieli, deserti, boschi, fiumi, dopo musica di ogni tipo (il rock, il jazz, il country, l'hip hop) e ogni tipo di incontro. Ecco, siamo rientrati. Pieni di ricordi come uova di Pasqua. Pieni di sensazioni ed esperienze. Un viaggio che ci ha portato a: Ney York, Chicago, St. Louis, Memphis, Nashville, New Orleans, Los Angeles, San Diego, Grand Canyon, Lake Powell, Scottsdale, Las Vegas, Death Valley e infine San Francisco. Abbiamo visto più America di buona parte degli americani stessi. Abbiamo ascoltato decine di cadenze diverse, ricominciando ogni volta a capire la loro lingua. Abbiamo camminato come pazzi, fatto migliaia di chilometri in macchina, quanche decina in moto (le strade di San Francisco sono assai impegnative!). Abbiamo infilato le dita dei piedi (niente di più) nel Pacifico, mentre californiani molto meno attraenti di quanto si raccontino facevano surf. Abbiamo girato di notte per San Fran con un cameriere di Capri che, ottenuta la green card con un matrimonio farlocco, ha ancora tanta nostalgia di casa. Abbiamo ascoltato blues nel locale dove andava a bere Al Capone, abbiamo ascoltato il jazz suonato per le strade a New Orleans, visto i country men di Nashville con cappello e stivali (che, ovviamente, abbiamo comprato pure noi!), i reduci del Vietnam sulle sedie a rotelle agli angoli delle strade, un'infinità di senzatetto; abbiamo visto i ciccioni più ciccioni che ci siano, le portate più abbondanti e le salse più diverse. Abbiamo visto un musical a Broadway e guidato per le strade di Los Angeles con la cappotte aperta e la musica a palla. Abbiamo giocato alle slot a Las Vegas, passeggiato per il Moma, visto una mostra su Frida Kahlo e i dipinti di Rothko, ci siamo ubriacati a New Orleans e mangiato vegano a Santa Monica. Abbiamo bevuto i vini della Napa Valley, mangiato i granchi di San Francisco e i veri hamburger a Chicago. Abbiamo speso un sacco di soldi comprando una serie pressochè incredibile di stronzatine che ci hanno divertito da morire. E poi, quando ormai eravamo sazi di tutto, siamo tornati a casa. Innamorandoci di nuovo del nostro terrazzo, del nostro caffè, dei miagolanti figli pelosi e del barbiere che ci saluta con "Ahò, bella regà sète tornati, eh!!!".
Siamo nuovi e vecchi. Siamo pieni e desiderosi. Iniziamo oggi a vivere il nostro matrimonio. Ancora i sig. G.!!!
Stavolta rientrati per davvero. Dopo un mese di caffè americani bevuti a piccoli sorsi (sono bollenti!) per strada, musei, piers con bancarelle e leoni marini, dopo più di mille foto e steaks e pancakes (l'unica cosa che davvero mi mancherà della cucina americana!), dopo città, grattacieli, deserti, boschi, fiumi, dopo musica di ogni tipo (il rock, il jazz, il country, l'hip hop) e ogni tipo di incontro. Ecco, siamo rientrati. Pieni di ricordi come uova di Pasqua. Pieni di sensazioni ed esperienze. Un viaggio che ci ha portato a: Ney York, Chicago, St. Louis, Memphis, Nashville, New Orleans, Los Angeles, San Diego, Grand Canyon, Lake Powell, Scottsdale, Las Vegas, Death Valley e infine San Francisco. Abbiamo visto più America di buona parte degli americani stessi. Abbiamo ascoltato decine di cadenze diverse, ricominciando ogni volta a capire la loro lingua. Abbiamo camminato come pazzi, fatto migliaia di chilometri in macchina, quanche decina in moto (le strade di San Francisco sono assai impegnative!). Abbiamo infilato le dita dei piedi (niente di più) nel Pacifico, mentre californiani molto meno attraenti di quanto si raccontino facevano surf. Abbiamo girato di notte per San Fran con un cameriere di Capri che, ottenuta la green card con un matrimonio farlocco, ha ancora tanta nostalgia di casa. Abbiamo ascoltato blues nel locale dove andava a bere Al Capone, abbiamo ascoltato il jazz suonato per le strade a New Orleans, visto i country men di Nashville con cappello e stivali (che, ovviamente, abbiamo comprato pure noi!), i reduci del Vietnam sulle sedie a rotelle agli angoli delle strade, un'infinità di senzatetto; abbiamo visto i ciccioni più ciccioni che ci siano, le portate più abbondanti e le salse più diverse. Abbiamo visto un musical a Broadway e guidato per le strade di Los Angeles con la cappotte aperta e la musica a palla. Abbiamo giocato alle slot a Las Vegas, passeggiato per il Moma, visto una mostra su Frida Kahlo e i dipinti di Rothko, ci siamo ubriacati a New Orleans e mangiato vegano a Santa Monica. Abbiamo bevuto i vini della Napa Valley, mangiato i granchi di San Francisco e i veri hamburger a Chicago. Abbiamo speso un sacco di soldi comprando una serie pressochè incredibile di stronzatine che ci hanno divertito da morire. E poi, quando ormai eravamo sazi di tutto, siamo tornati a casa. Innamorandoci di nuovo del nostro terrazzo, del nostro caffè, dei miagolanti figli pelosi e del barbiere che ci saluta con "Ahò, bella regà sète tornati, eh!!!".
Siamo nuovi e vecchi. Siamo pieni e desiderosi. Iniziamo oggi a vivere il nostro matrimonio. Ancora i sig. G.!!!
val.angel @ 10:45 | commenti (6)(popup) | commenti (6)







