venerdì, maggio 16, 2008 | in : teatro, routine, sfiga
Porca miseria! Stamattina mi sono svegliata di nuovo punta dalla nostalgia della mia compagnia, ex-compagnia dovrei dire... ma forse "ex-gruppo" sarebbe ancora più pertinente. Stamattina mi sarei alzata, avrei bevuto un caffè, messo "panni da lavoro" e sulla vespina mi sarei precipitata in sala: il training fisico, quello vocale, la pausa caffè e poi le prove... o Gesù, sono mal concia come quelle fidanzate mollate d'improvviso che rimangono lì attonite e rincretinite dall'urto e ci mettono diversi lustri a capire cosa sia successo...
Che palle! VOJO LAVORA' PORCA PALETTA NANA E LADRA!!!!
E lo so che se uno sta per sposarsi e poi per partire per un lungo viaggio può pure permettersi di riprendere in mano l'annosa questione tra qualche tempo, ma al còr non si comanda e stamani è tutto un pullulare di pensieri lavorativi, esaltanti e tristissimi allo stesso tempo, si capisce che intendo? Si capisce che mi esalto perchè faccio un lavoro fantastico e mi deprimo perchè sto in panchina da troppo? Ma come si sentono quei calciatori sempre convocati ma che mai giocano? Con gli scarpini lindi perchè nemmeno un pò di verde-erba li tocca? Con la maglia asciutta perchè da seduti non si suda? Mannaggia mannaggia mannaggia!
Sapete che c'è? Ritiro tutto, tutto quello che ho detto nei post passati: alto o basso, comico, sperimentale, drammatico... qualunque cosa basta che sia!!!! Spot di assorbenti, biscotti o disinfettanti... sitcom, soap, fiction, reality sugli sfigati scritti a tavolino, la rivista, il bagaglino (anche se "senza tette" non è un buon requisito per essere prese).... quello che volete ma fateme lavorà, fateme fà 'na cosa che , vedete, mi scordo pure l'italiano composto della dizione.... Ah buon Dio, che belli i tempi della scuola di teatro quando eri certo che c'era sempre un personaggio ad aspettarti e un palco lì pronto per te, i tuoi esperimenti, le pessime improvvisazioni e i chiodi che sempre sporgevano ferendo piedi, mani... che bei tempi! O tempora o mores.... dicevano quei volponi dei latini... Che devo fare? La mia ha tutta l'aria di una crisi d'astinenza...
val.angel @ 12:25 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
venerdì, marzo 21, 2008 | in : teatro, inside
A volte ho il dubbio di saper richiamare dall'oltretomba gli spiriti... A volte, quando penso intensamente a qualcuno e lo richiamo in me, poi ritorna davvero. E così C., il protagonista di quel lutto di cui ho scritto pochi giorni fa. Ricompare, leggero così come se ne andò e mi lascia senza fiato, letteralmente, per la sorpresa e l'incapacità di dire... anche se, da brava femme sensible, dovrei saperlo che con facilità mi agito... E ritorno a pensare a quella famiglia che non c'è più, che sogno di ricostruire un giorno. E mi pare che a volte il destino, o chi per lui, si adoperi a chiudere quei cerchi che noi umani per incapacità lasciamo sospesi...
val.angel @ 18:16 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
martedì, marzo 18, 2008 | in : teatro
Eccoci, tornata su schermi familiari. Abbandonati i lidi non troppo piacevoli degli ultimi giorni, ma con soddisfazione generale (dell'intera famiglia) per gli esiti di questo esilio forzato. Stavo per scrivere ieri, facendo un nuovo annuncio alla primavera, e meno male che non ne ho avuto il tempo perchè il grigio appiccicoso di oggi mi avrebbe nuovamente smentita.
Comunque, ora che sono state accantonate vecchie e pesanti incombenze e che la situazione della mia cervicale non ha più bisogno di un'ansa quotidiana,  sarebbe necessario progettare qualcosa, realizzare qualcosa. E torno, girando come un avvoltoio sulla carcassa nel deserto, a chiedermi che fare del mio mestiere teatrale che da otto mesi giace come strumento abbandonato nell'armadio. Ho fatto un paio di provini la scorsa settimana, anzi a dire il vero ad uno mi sono solo presentata e poi me ne sono andata quando ho capito che non rientravo nel profilo giusto, ed ora cerco ancora.
Però continuano a frullarmi in testa diversi pensieri.
Punto primo: il lutto. No, niente paura, è solo il bisogno di concludere dei percorsi e, psicanaliticamente, solo col lutto si può fare.
Circa un anno fa, il regista C. chiudeva in maniera impropria e violenta il nostro lavoro. Un gruppo che aveva camminato insieme su un terreno accidentato per un anno e mezzo, che aveva prodotto un paio di spettacoli e stava elaborando la via del laboratorio permanente in cui formare altri attori; un gruppo che aveva fatto famiglia e che aveva pure uno spazio per lavorare, un gruppo di giovani che, benchè diversi, restavano vicini gestendo, a volte meglio e a volte peggio, le frizioni naturali. Era bello, anzi bellissimo. Era meraviglioso. Ero felice, anche se avrei voluto fare di più, accelerare. Era un progetto. Era casa.
Quando C. ci abbandonò tutti, senza alcun preavviso, senza moderazione e con un atteggiamento distaccato (e vagamente psicotico) di chi quasi non ti conosce, andai sotto shock. E, come quando si mette il ghiaccio su una botta per non sentire dolore, così feci io sul cuore. Cominciai a fare la vita degli scritturati: girando per teatri, audizioni, registucoli... in cerca di lavoro. Purtroppo o per fortuna la vita con i suoi accidenti mi ha portato via da quel delirio ed ora non voglio rientrarci più. Piango la mia famiglia teatrale, falciata come da una mannaia e fatta polvere in pochi minuti lasciandomi orfana. E' da qui che deve ripartire il mio cammino per capire cosa voglio e cosa posso dare al teatro. E' da C. e dal suo abbandono, è dalla diaspora di noi figli persi per mai più ritrovarsi, dalla comprensione che tanto fragile fosse il filo che a me pareva d'acciaio.
Secondo pensiero: il contenuto. Credo che ogni essere umano abbia qualcosa da dire, credo che un artista abbia il dovere di farlo. Credo che spesso gli attori confondano il proprio sè con il contenuto. Io no. Devo mettere a fuoco ciò che preme in me per prendere forma. L'attore è strumento e mezzo del contenuto, volendo ne diventa in parte la forma, ma non è e non può essere sufficiente amar se stessi per stare davanti agli occhi degli altri.
Infine: la comunicazione. Non c'è contenuto, nè forma elaborata col lavoro che non voglia essere comunicata. Bene, devo imparare a dimostrare quello che valgo, mettermi in gioco, come fanno tutti gli altri. Abbandonare reticenze, timori e tuffarmi ( e badate che lo scrive una che non sa nuotare).

E tutto questo, Signore e Signori, ha il sapore dell'alba di un nuovo giorno...
val.angel @ 12:07 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
martedì, febbraio 05, 2008 | in : teatro, inside

Che poi succede che l'essere immobilizzati al letto per tre quarti della tua giornata ti fa anche pensare un sacco...e non so se è un bene.

Penso al teatro, penso a quel luogo dell'anima che ho coltivato per anni e che oggi mi appare come un amante perduto. Penso ai grandi testi che ho letto, a personaggi magnifici, a straordinari registi maestri e visionari e penso che in quell'empireo non potrò accedere. Non so perchè, forse mancanza di capacità, forse di perseveranza (disse Arbore una volta che in questo mestiere ce la fa non chi è bravo, ma chi non molla)... eppure se guardo al teatro che sognavo e lo confronto a quello che c'è la possibilità di fare, mi chiedo se abbia davvero un senso questa strada intrapresa. Incontro tristissime persone, squallide attricette e finti autori dalle battute mediocri,  sono reduce da un paio di provini deprimenti. Vi è mai capitato di stare in un posto e chiedervi con insistenza "Ma io qui che c'entro?"

Il mio amore per la recitazione è come il sogno del principe azzurro, non funziona se dopo le nozze la vita si palesa mediocre anzichè sfavillante. Forse trovato il principe devo rassegnarmi a non coronare un altro grande sogno... non so... so che mi mancano le idee, i sogni, gli ideali che credevo riempissero il teatro, che animavano la mia fame di sapere, sperimentare, provare... So che non c'è nulla di appagante nel recitare in commedie di quart'ordine, nella scia di pessimi, pur di lavorare... Devo solo guardarmi in faccia e rispondere a quella domanda che ormai da qualche mese continua a formarsi nella mia testa, se non mi facesse così paura...

val.angel @ 17:51 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
sabato, novembre 10, 2007 | in : teatro
Lo so che l'ultimo post dava magnifiche sensazioni di rinascita e ottimismo... ma quando dismetto i panni di Socrate e torno ad agire e ragionare come una qualunque... beh, allora non si può nascondere che ci sia qualcosa di tremendamente frustrante nel non avere lavoro... come, tipo, il cervello che non si spegne mai perchè cerca situazioni e soluzioni, come se stessi giocando a scopone scientifico, a contar carte e punti, per salvarmi il culo dalla disperazione (ho usato due parole forti nella stessa frase solo per stupire un pò...il mio culo per il momento non è affatto disperato, anzi è rotondamente fiero di sè!). Pare che un provino fatto sia andato bene, pare che accanto al mio nome siano stati apposti due sostantivi: madre, atleta. Ci stiamo interrogando un pò tutti, amici e parenti, sul senso di ciò, misteriosamente avvinti a questo nuovo quesito che riporta ai gloriosi tempi della Stele di Rosetta. E' solo che, penso, sarei molto più carina se mi arrivasse una bella notizia, no???? e su, e dai... oh! Se volete potete anche mandarne voi di false, tanto per farmi provare l'ebbrezza della buona novella!!!
val.angel @ 11:50 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
lunedì, novembre 05, 2007 | in : teatro
Passare la domenica a ritingere il bagno significa usare la pittura. Nella fattispecie il bianco. Usare il bianco è come creare una pagina nuova da scrivere, usare la vernice e sentirne l'odore è come annusare il nuovo, la costruzione, le possibilità. Andare a dormire sapendo che il mattino dopo quel bianco splenderà di sole da speranza. E poi la mattina leggere i testi di una persona conosciuta da poco che però è proprio speciale e generosamente ottimista. E anche questo fa sperare. Spero, perciò. Con le farfalle nella pancia perchè avrei voglia di spiccare il volo. Di fare quel salto. Di non stare più sulla sponda di chi guarda. L'occasione per ora non si vede. Ma comincio a sentirne l'odore. Forse proprio quell'odore di pittura fresca. Perchè se volere è il primo passo del fare, beh... ho iniziato di nuovo a camminare...
val.angel @ 11:50 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
giovedì, ottobre 11, 2007 | in : teatro

Stanotte ho dormito sola... e non ci sono più abituata, stamattina mi sono svegliata pista, con gli occhi da panda. Un'emicrania bastarda mi squassava e avevo la mia lezione di yoga. Fa molto alternativa, new-age, artistoide praticare yoga la mattina. Ancor di più se lo fai a Trastevere, un quartiere che di giorno offre il suo lato sincero fatto di abitanti della vera tradizione romana (artigiani e osti pancioni), di puttane in pensione (con capelli rossi alla maniera di Milva e labbra pittate) e artisti più o meno squattrinati, più o meno famosi e più o meno disoccupati. Un bel giro, insomma. Ma mentre uscivo di casa per andare a yoga mi ha ammiccato dalla cassetta della posta una lettera che aspettavo da un mese e mezzo. Quest'estate sono andata in Umbria a fare un seminario con G. N. Bogdanov, una delle cose più massacranti che si possano immaginare (possono comprendere l'intensità e la durezza di quel training solo i maschietti che hanno fatto il servizio militare) e la lettera che aspettavo era l'analisi del corso con conseguente ammissione (o meno) al secondo livello. Beh, ho sbranato la carta di quella busta, ho letto una parola sì e dieci no fino ad arrivare a: AMMESSA. Gaudio, gioia e letizia. La mia lezione di yoga a quel punto è stata animata da tutt'altra energia. Finamente una buona notizia... anche se, vista l'anda del periodo, credo che ora me ne arriveranno una trentina di nefaste!! Domani ho un provino, non mi sono preparata quasi per niente, giusto ora ho fatto un'oretta di prove e l'esito è stato agghiacciante. Avrei la tentazione di millantare una febbre repentina e fare sega...ma, dato che sarebbe scorretto, in caso utilizzerò l'alibi influenzale per giustificare il basso profilo della mia prova! E' che preparare i pezzi per i provini mi annoia mortalmente e mi inibisce; in definitiva devi segliere qualcosa che in tre minuti dia un'idea superlativa di te esaltando le doti e nascondendo i difetti... pare facile! Oggi ho fatti un calcolo rapido e, in sette anni che faccio questo mestiere, ho fatto una trentina di provini. Sono pochi, pochissimi. Credo che da quest'anno inizierò a fare tutte le audizioni che trovo, anche quelle per cose ripugnanti. Giusto per tenermi allenata. Se qualcuno ora si sta chiedendo il senso di questo post non c'è... a parte il fatto che mi è servito per smettere di provare... vabbè vado a far finta di lavorare...

val.angel @ 21:19 | commenti (14)(popup) | commenti (14)
lunedì, ottobre 08, 2007 | in : teatro
Tira vento stamattina a Roma, il cielo è di un turchese insostenibile, di quelle tinte che devono per forza promuovere l'azione... ma io nicchio. Ci sono cose da fare là fuori e una vita lavorativa da inventare...Hanno, da pochi giorni, fatto in coriandoli un progetto per cui lavoravo da due mesi... non è simpatico. Le batoste, come dice il moderno poeta Tiziano Ferro, se non uccidono fortificano. Io sono ancora in rianimazione. I medici non si pronunciano. Perchè, lo dico onestamente, ora ho la tentazione di gettare la spugna. Quando vedi che alcuni, partiti con te, sono già anni luce avanti, t'interroghi sul senso del tuo fare e se la risposta fatica ad arrivare allora sono dolori. Eccomi, il mio nome oggi potrebbe essere quello di un personaggio di Lorca de  "La casa di Bernarda Alba": Angustia. Il mio Omone mi chiama Trottola, facilmente deducibile il perchè, ma se il mio trottolare è invano, è a vuoto, è solo fatica... Un altro moderno filosofo a cui attingo ispirazione e consiglio, Brezsny, mi dice che devo comprendere che il mio dolore per una parte persa è come quello di chi ha male ad una gamba amputata... Dice di comprendere che è irreale e guardare avanti. Ci provo. Guardo avanti. Cazz.... vedo solo vuoto da riempire... forse il dolore irreale è meglio, almeno ha un senso, o posso darglielo io... Capirete bene che sono confusa. Spero di riuscire a trarre qualche utile suggerimento dalla strada... spero bene...
val.angel @ 10:33 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
mercoledì, giugno 06, 2007 | in : teatro
Ragazzi è andata, è andata benone... pensate un pò non ci abbiamo nemmeno rimesso!!!

Però questo post è un appello:

QUELLO DEL TRENO chi sei????????????????

chi mi aiuterà a risolvere l'arcano sarà lautamente ricompensato!!!!!
val.angel @ 12:48 | commenti (12)(popup) | commenti (12)
lunedì, maggio 28, 2007 | in : teatro

 

L’APPUNTAMENTO

 

Cosa succede quando niente è quel che sembra?

Quando tutti credono di sapere e invece no?

Quando “Non so che tu sai che io so”?

Una frizzante commedia degli equivoci.

Quarantotto ore di appuntamenti, fughe e telefonate.

Due appartamenti animati da un’esilarante puzzle di incontri

tra mariti, mogli e amanti,

dove la routine matrimoniale e le sue crisi vengono raccontate con

leggerezza ed ironia perché riderci su è sempre possibile!

 

CON

Federica Rondino

Daniele Zappalà

Antonietta D’Angelo

Massimo Avella

Valeria De Angelis


TEATRO PETROLINI

Via Rubattino 5, Roma - Sala Fabrizi

DAL 29 MAGGIO AL 3 GIUGNO 2007

tutti i giorni ore 21.00 Domenica ore 18.00 e 21.00

intero euro 15 ridotto euro 12 (inclusa tessera)

info e prenotazioni  06.5757488

val.angel @ 13:03 | commenti (17)(popup) | commenti (17)
mercoledì, maggio 16, 2007 | in : teatro



MANCANO MENO DI 15 GIORNI ALLA PRIMA.......
CAZZO CAZZO CAZZISSIMO.......
val.angel @ 09:12 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
giovedì, marzo 22, 2007 | in : teatro


La cosa bella del mio mestiere è che è pieno di declinazioni... voglio dire che "fare teatro" si traduce nel recitare, scrivere, doppiare e pure insegnare. Io, da un paio d'anni, insegno ai bambini delle scuole materne ed elementari e posso dire senza alcun dubbio che è un'esperienza davvero particolare. A parte quella cariolata di ovvietà sull'energia e la trasparenza e l'innocenza (e la crudeltà) dei bambini che tutti sappiamo, oggi mi sono fermata un pò sulle coppie padre-figlio o madre-figlio che vedevo all'uscita di scuola. Avete mai fatto caso passeggiando per il parco ai cani con i padroni? Alla somiglianza? Ecco con le creature è ancora più evidente (mi rendo conto che l'accostamento bimbo-cane non mi farà vincere il premio come "madre ideale" ma abbiate elasticità!!). Sembrava di vedere dei doppioni, solo che la mia ottica era invertita perchè avendo conosciuto prima i bambini e poi i genitori erano questi ultimi a sembrarmi delle copie invecchiate dei primi! E l'effetto è stato più che buffo, insomma la piccina timida e smorfiosetta è graziosa, ma il papà timido e smorfiosetto è esilarante! Avevo come l'impressione che fossero dei bambini anche loro, i genitori, solo che fossero stati imprigionati, con un sortilegio, in un corpo da adulti...
E qui potrei partire con una serie di riflessioni alte, citare la poetica del fanciullino pascoliana o quant'altro, invece vedere quei genitori all'uscita di scuola (soprattutto i padri) mi ha fatto pensare: ma questi signori non lavorano? Io papà lo vedevo solo la sera verso le nove e a scuola andavo e tornavo con un pulmino... Anzi mi sono ricordata di una volta che il pulmino partì senza di me ed io ero nel piazzale della scuola, disperata, credendo che sarei rimasta lì per sempre...
Ecco insomma in definitiva più che insegnare ai settenni mi sa che faccio io un corso per tornare settenne... ora vado a ripassare i balletti di Pinocchio va... Non sia mai domani la maestra mi interroga...
val.angel @ 17:25 | commenti (20)(popup) | commenti (20)
giovedì, marzo 15, 2007 | in : teatro



Il giorno dopo va meglio, più o meno... Ho un'emicrania delle mie che mi dice che ieri ho accusato il colpo, però ora mi sento serena e attiva... Un progetto è stato partorito a grande velocità (anche se la gestazione è stata lunghissima, roba da elefanti) ed ora c'è tutto un fermento di roba da fare, leggere, studiare, organizzare... Il lavoro c'è sempre, basta prenderselo (parlo del mio, ovviamente, essere assunti in banca credo sia assai più complesso ma io d'altra parte lavoro gratis e quindi!!!), così ho allungato la mano e, per dare importanza e forza al gesto, ho messo gli anelli d'argento con cui mi sento più carina e che mi dicono, soprattutto, che sta arrivando la bella stagione. Ora c'è solo da volare: volare sulle cose che vedo e sulle cose che voglio, volare tra le braccia di Omone che mi sorregge sempre come fa il trapezista con la trapezista e che, all'occasione, mi lancia bella lontana con decisione perchè possa provare a me stessa la capacità di volteggiare senza spiaccicarmi al suolo. Sapete che vi dico? Non tutti i mali vengono per nuocere, sì lo so non è mia la frase ma siate comprensivi, non vogliatemene... Rasento quasi l'euforia in questo momento... Eh sì, ridacchio sotto i baffi e penso a quello che verrà...
val.angel @ 20:03 | commenti (17)(popup) | commenti (17)
mercoledì, marzo 14, 2007 | in : teatro



O c'è stato uno strano transfert comunicativo col maestro, o ha letto il post precedente, o non so...
Comunque da oggi siamo ufficialmente a spasso. Dopo quasi sei mesi di lavoro, dopo sacrifici e impegno, dopo sudore e fatica stamani, leggero come il sole primaverile, c'ha dato il ben servito. "Non mi va più", questo è quanto.
"Lo spettacolo mi è caduto dalla testa" (cioè non lo interessa più, non ce lo ha più in testa). "Per motivi che non voglio nemmeno sapere le cose non vanno".

Ecco sì e come diceva il saggio Nanni "Continuiamo a farci del male"...
val.angel @ 12:09 | commenti (14)(popup) | commenti (14)
domenica, marzo 11, 2007 | in : teatro


Interno, mattina, luci artificiali, sei individui sul palco, 11 sedie (sì 11 avete letto bene).
Prove
Montaggio


Funziona così: in sei (un paio di assenti sono sempre di default) siamo sul palco con i copioni in mano (perchè la memoria viene richiesta esplicitamente solo dopo aver finito il montaggio e quindi si deve leggere perchè non ci si ricorda ancora una beneamata ceppa di battutta), i copioni sono tenuti su una cartellina alla maniera dei conduttori TV (un gadget questo regalatoci dal maestro che però risulta alle volte assai scomodo!) e poi si ha una matita nell'altra mano per segnare gli spostamenti. Il maestro, veloce come una faina con la gallina in bocca, spara indicazioni a go-go e noi TENTIAMO di eseguire, ma...

"Valeria tu vai in 15 passando per 6-3-8 (è una sua fissa, il maestro divide mentalmente lo spazio scenico in 15 caselle per indicare gli spostamenti come geometrie: da sinistra a destra, dal proscenio al fondo, tre file da 5 caselle) mentre fai questo afferri la sedia 8 (eh sì perchè ha pure numerato le sedie) e la porti al posto della sedia 5 che intanto Luca ha portato tra 7 e 9 (spazio, non sedie)"
"Massimo tu passando per 12-8-5 porti la sedia 2 accanto alla 6"
"intanto tutti gli altri, girando su se stessi, scalano di due sedie alla loro destra"

...Ecco, noi si va avanti così per una mattinata di prove: scriviamo, leggiamo le battute (le nostre e quelle degli assenti), volteggiamo spostando sedie e noi stessi in uno spazio che sembra più complesso del cielo pitagorico... Io perdo i colpi, sempre di più, ogni minuto di più, mi impanico, mi smarrisco, guardo i miei compagni con gli occhi che esprimono una supplica del tipo "Che devo fa??? Aiutooooo"... Il maestro mi guarda e borbotta, non è contento di me... comincia qualche battutta sulla mia senilità e relativa carenza di neuroni a disposizione... Io arranco sempre di più però penso pure che non era esattamente questo che avevo in mente quando pensavo di recitare, devo aver sbagliato qualche valutazione...

Alla fine delle prove sono esausta e pure un pò incazzata, non mi piace fare la figura della scema ma non so che pesci pigliare. Il maestro mi dice: "Vale, riguardati i movimenti a casa che sei ancora un pò dispersina" Sì giuro, ha detto proprio così: dispersina (forse tentando un approccio soft)...
DISPERSINA?????? Io non ci capisco proprio un cacchio! Altro che... Non faccio in tempo a finire di scrivere un'indicazione che ne arriva subito un'altra e nel mentre scopro che quella precedente è stata anticipata di due battute... Il mio copione sembra un testo di geroglifici prima che fosse scoperta la stele di Rosetta e quindi è assolutamente indecifrabile; potrò pure rivedermi gli spostamenti a casa ma esattamente nella maniera in cui potrei guardare un quadro astratto cercando di rintracciarvi il percorso dell'autostrada del Sole... sob sob...

Ora ditemi voi, avete qualche suggerimento, non so qualche farmaco, qualche energetico, qualche fissante per il cervello per farmi sopravvivere un altro mese così????
val.angel @ 14:19 | commenti (18)(popup) | commenti (18)